I colori delle emozioni

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“Non ci sono colori, solo luce”, Non ci sono emozioni, solo gioia”.

Queste frasi sono l’avvio di varie ricerche che associano luce e gioia, colori ed emozioni…

Le emozioni come i colori sono un fenomeno fisico.

In termini fisici la luce è composta da onde elettromagnetiche che presentano lunghezze d’onda variabili. È la luce che causa l’effetto colore. I cosiddetti colori fisici di un oggetto esistono solo nella misura in cui la luce che rimbalza viene modificata dal materiale. Parti dello spettro della luce vengono assorbite dall’oggetto e trasformate in colore, altre vengono riflesse. Ciò che determina il colore della superficie di un oggetto è la plasticità e la proprietà della materia dell’oggetto colpita dalla luce, così possiamo distinguere diversi materiali in funzione delle diverse reazioni che la luce ha quando entra in contatto con questi.

Se adesso trasliamo il concetto luce a quello della gioia di vivere, troviamo interessanti analogie che ci fanno scoprire come possiamo scegliere noi i colori e quindi le emozioni per colorare il quadro della nostra vita. I cosiddetti colori fisici e quindi le emozioni esistono nella misura in cui la luce/la gioia di vivere, che entra in contatto con la materia e quindi anche con l’essere umano, viene modificata dalla materia. Come abbiamo scritto sopra per la luce, ciò che modifica i colori degli oggetti, è la reazione della luce al contatto con la materia degli stessi oggetti. Ciò significa che la gioia di vivere, qualitativamente pura ed universale, si manifesta nelle varie emozioni, in funzione della qualità emotiva dei soggetti con cui entra in contatto. Ancora più precisamente possiamo dire che siamo noi stessi a modificare la manifestazione esterna della gioia attraverso le emozioni.

La gioia di vivere è qualitativamente immodificabile così come la luce, ciò che ne determina la traduzione nelle diverse emozioni è la diversa capacità a trattenere, riflettere, trasmettere ed assorbire la stessa gioia di vivere. Le parti dello spettro della luce e quindi della gioia di vivere vengono assorbite dall'oggetto/soggetto e trasformate in calore/energia e quindi in emozioni, altre vengono riflesse. Come per la luce ed i colori anche la gioia di vivere è soggetta a diverse manifestazioni emotive in funzione della reazione dell’essere umano.

Così come accade nel caso dell’assorbimento per la luce, cioè il principio secondo il quale le onde di luce vengono inglobate nella materia rendendo più scuro l’oggetto, anche la gioia è soggetta ad un principio simile, questo accade quando il soggetto tende ad assorbire trattenere ed inglobare la gioia di vivere finendo per saturare il sistema interno che produce uno shok emotivo meglio inteso come paura, colore nero.

Quindi se paragoniamo il funzionamento della luce a quello della gioia di vivere possiamo fare le seguenti esperienze:

inglobamento della gioia di vivere, funziona come l’assorbimento per il colore e consiste nell'inclusione della gioia di vivere nella materia fisica e nella loro trasformazione in calore/energia. Così il soggetto trattiene l'energia esacerbandosi divenendo più scuro. Questo accade quando tendiamo ad allontanarci dagli altri, isolandoci e tendiamo a provare rabbia o rancore. È classica l’espressione: “Sei nero, oggi hai proprio l'aria di chi ha cento diavoli per capello". Il nero, in questo caso, rinvia alla persona che scopriamo adombrata, in-capace di riverberare dal suo viso luce alcuna. La percezione del colore va intesa come un evento rivelatore di una dinamica emozionale profonda, che dipende dalle caratteristiche personali di chi percepisce la gioia di vivere e quindi la vita stessa. In altri termini, la tavolozza cromatica interna dipende sia dal nostro modo di percepire la luce esterna cioè la gioia, ed anche dalla nostra specifica modalità di rivisitare emotivamente gli accadimenti della vita stessa.

Possiamo così sintetizzare le associazioni tra colori ed emozioni. In linea di massima, i colori caldi (giallo, arancione e rosso) sono aggressivi, irrequieti o stimolanti e positivi, mentre quelli freddi (violetti, blu e verdi) sono scostanti e riservati, tranquilli o sereni. Occorre fare però attenzione alle generalizzazioni indebite. I colori, cioè, ricevono il loro contenuto emotivo tramite le relazioni in cui essi vengono rappresentati. Le relazioni sono il risultato di esperienze o associazioni soggettive, le quali, come nel caso dell'arte espressionistica possono risultare estremamente individuali.

Relativamente al modo personale di rivisitare le tinte percepite da parte di un determinato soggetto, occorre ricordare il pensiero di W. Kandinsky, per il quale il colore è un mezzo per stimolare direttamente l'anima. In merito egli amava dire che l'armonia dei colori è fondata su un solo principio: l'efficace contatto con l'anima. A suo avviso ogni colore è dotato di un proprio valore espressivo e spirituale e, di conseguenza, suo tramite è possibile rappresentare la realtà spirituale prescindendo da qualsivoglia allusione oggettiva. A suo modo di vedere, la luce colorata può avere particolari effetti sull'organismo. Da tempo, ha avuto modo di scrivere nel 1910 Kandinsky, si cerca di usare la forza del colore per aver ragione delle malattie nervose e delle tensioni quotidiane. Egli in merito rileva che si è così scoperto che il rosso ha un potere vivificante e stimolante anche sul cuore, mentre l'azzurro può portare ad una paralisi temporanea. Simili valutazioni sembrano più 'artistiche' e poetiche che scientifiche. Ciò comunque è in linea col principio di fondo, quello relativo all'influenza e relazione tra luce e gioia di vivere e tra colori ed emozioni. Anche il linguaggio convalida l’azzardo scientifico filosofico di questo articolo. Il linguaggio è espressione di un sapere profondo, che a volte può sfuggire alle riflessioni più distratte. "Hai una brutta faccia, il tuo colorito mi piace poco, hai proprio una brutta cera".  Questa espressione di un soggetto preoccupato che si rivolge ad una persona cara chiama in gioco il pallore il quale viene percepito dal valutante come un segno di stanchezza, di preoccupazione o di malattia. Psicologicamente, più del colore è importante il suo cambiamento. Se, ad esempio, il pallore, l’impallidire è repentino, lo stesso può chiamare in causa emozioni quali l'ansia, la paura o, al limite, lo stupore catastrofico. "Sei sbiancato come un lenzuolo" è un'espressione che intende alludere ad un cambiamento riferibile alle emozioni provate dal soggetto osservato. Mutando colore, l'espressione che spesso sentiamo nel dire quotidiano "Sei diventato rosso" suggerisce un'interpretazione del tipo: "Stai mentendo" o "Sei imbarazzato". La persona felice, manifesta un volto radioso, luminoso, trasparente. Il nero, almeno da noi, è il colore della notte e della morte dell'intimorente e dell'ignoto.

Esiste dunque una stretta correlazione esistente tra l’universo dei colori e quello delle emozioni.

In sintesi ciò che sperimentiamo nei percorsi sull’arte di esistere è che estendendo la nostra percezione della gioia di vivere abbiamo la possibilità di utilizzare molti più colori per dipingere la nostra vita e molte più emozioni per esistere.

 

 

 

 

                                                                                                                                                          

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