
Spesso col termine maturità si intende erroneamente la capacità di sapere di più.
Per noi di EMOTIONJoyà la maturità è la capacità di imparare. Sconoscere ed imparare, affrontare la vita con la curiosità che ci consente di comprendere e conoscere il nuovo. È molto differente il sapere dallo sconoscere. Mentre il sapere è un punto di fine, l’apprendere, il conoscere è un processo vivo ed in continua evoluzione. Quando riconosciamo la nostra ignoranza rispetto qualcosa, ci disponiamo ad apprendere e a conoscere il nuovo. Imparare significa essere ricettivi. Sapere equivale ad essere già morti, significa essere chiusi. Quando sappiamo pensiamo di conoscere: cos’altro c’è da imparare? Quando sappiamo ci lasciamo sfuggire moltissime altre cose. Quando sconosci, vuoi conoscere.
Nella vecchiaia, Socrate disse “ora non so nulla!”. Ecco cos’è la maturità alla fine del gioco della vita scoprire quanti altri giochi l’esistere ci regala. Noi abbiamo tutta la conoscenza e tutta la conoscenza è in noi. A noi la semplice azione di voler scoprire ciò che abbiamo e ciò che siamo.
È fondamentale avere la capacità di imparare sconoscendo e mostrandosi qui ed ora come bambini. La maturità è guardare la vita con occhi freschi, avvicinare la vita con l’amore nel cuore; quando abbiamo la consapevolezza di essere ignoranti, usiamo mente-corpo-anima per conoscere, scoprire e crescere.
Quale significato diamo alle nostre azioni? Il significato ed il bisogno di dare significati alle cose è prettamente un bisogno umano: l’esistere è esistere. Dare un significato all’esistere per l’esistenza stessa è del tutto irrilevante. Per secoli l’uomo ha imposto vari significati all’esistenza, poiché è difficile vivere senza significato e senza dare un senso a ciò che facciamo. Quando abbiamo compreso che la vita è un gioco straordinario e che come bambini iniziamo a giocare sperimentando e conoscendo questo straordinario gioco ed i suoi divertimenti, diamo inizio al godimento ed alla vita stessa.
Affermare che l’esistere è libero dal significato è differente dall’affermare che sia senza significato. Ne risulta che esistere è molto più di un significato o di un motivo. Quando siamo capaci di liberare le nostre azioni dal significato, siamo pronti a giocare liberi dalle limitazioni, dal sapere, dal credere, dalle ideologie. Siamo improvvisamente immersi nel gioco, liberi di giocare e sopra ogni cosa consapevoli che la vita è un gioco straordinario pronto per essere esplorato e goduto.
Nel grande gioco della vita esistono 4 club: il club dei nati per dare godimento agli altri, il club dei nati per soffrire, il club dei nati per lottare ed il club dei nati per gioire.
Questi 4 club sono dentro di noi; le soglie di ognuno di questi sono molto vicine: con la destra possiamo aprire l’una e con la destra l’altra. Basta un semplice cambiamento nella nostra mente ed il nostro essere si trasforma, la nostra realtà cambia, le nostre esperienze si modificano: dal club dei nati per soffrire si passa al club dei nati per gioire, dal club dei nati per dare godimento agli altri al club dei nati per lottare. Questo accade dal principio del gioco della vita. Ogni volta che scegliAMO di lasciare la palla del gioco agli altri ci iscriviAMO al club dei nati per dare godimento agli altri, quando scegliAMO di stare soli accediamo al club dei nati per soffrire, quando scegliamo di vincere ci iscriviamo al club dei lottatori e quando scegliAMO di godere dell’esistere in armonia col tutto accediAMO al club dei nati per gioire. 
A noi la scelta, a noi la gioia di scoprire le infinite meraviglie della vita.
VediIl gioco della vita, la relazione con noi stessi
