
Per darne una definizione generale, la negoziazione è quel processo di interscambio comunicativo finalizzato a raggiungere un accordo con altre persone, quando alcuni degli interessi sono condivisi e altri sono contrapposti. La negoziazione è un’attività informale in cui si è impegnati tutte le volte che si cerca di ottenere qualcosa da un’altra persona. Pensa per un attimo a come prendi le decisioni importanti della tua vita; le decisioni che hanno l’impatto maggiore sulle tue prestazioni lavorative e che determinano la tua soddisfazione a casa. Quante sono le decisioni che possiamo prendere in totale autonomia, e quante invece quelle che prendiamo insieme ad altri, attraverso la soluzione di alcune discussioni attraverso quello che definiamo un processo di negoziazione.
La maggior parte delle persone a cui rivolgiamo questa domanda risponde: “Devo negoziarle quasi tutte”. La negoziazione è il principale modo in cui si prendono le decisioni nella vita personale e professionale. Inoltre sta diventando, in misura sempre maggiore, il metodo per prendere decisioni in ambito pubblico. Le nostre vite vengono influenzate dai risultati delle negoziazioni. Ad esempio quando fallisce il dialogo tra il consiglio scolastico e i sindacati degli insegnanti, e questi ultimi si mettono in sciopero, sono i nostri ragazzi che finiscono con il rimanere a casa. Oppure quando il confronto tra il governo e l’opposizione diventa inutile, il risultato può essere il conflitto. In sintesi, le negoziazioni danno forma alla nostra vita.
Cosa sapere del conflitto:
Fondamentale risulta dunque conoscere ed abitare il conflitto. Esso è fisiologico nella vita, nell'individuo e nelle organizzazioni o gruppi di lavoro. Utilizzare il conflitto consente di sviluppare relazioni più libere ed emotivamente più chiare. La soppressione coatta o “pietista” del conflitto riduce la creatività e l’indipendenza di pensiero, abbassa la qualità delle decisioni di gruppo, limita lo sviluppo e l’innovazione, danneggia le comunicazioni e le relazioni. Evitare il conflitto è spesso una fuga o una vigliaccheria. Quello che va contrastato e prevenuto è il conflitto “distruttivo”. La sollecitazione del conflitto “costruttivo” favorisce coesione, comunicazione, sfogo delle tensioni, produttività. Il conflitto può essere sollecitato promuovendo l’aperta espressione di interessi divergenti e di vissuti emotivi negativi (paura, rabbia, frustrazione ecc.), creando o allargando le questioni conflittuali, facendo emergere le ambiguità, problematizzando la scarsità di risorse disponibili.

Vedi L'arte di entrare in comunione con gli altri
